Napolitano in trionfo al San Carlo "I cittadini capiscono chi è nel giusto"
di ROBERTO FUCCILLO e CRISTINA ZAGARIA

Il presidente della Repubblica al San Carlo
NAPOLI
- Sono le 20.30 quando un boato scuote il San Carlo. Napolitano ha appena fatto
il suo ingresso in sala: parte un applauso, lunghissimo, una ovazione.
Un grido la rende esplicita, "Viva la costituzione", una sala intera, 1500
persone, si alza in piedi, Napolitano saluta con un cenno della mano, poi il
maestro Riccardo Muti, che dirige il concerto, dà il via a "Fratelli d'Italia".
Anche queste sono conseguenze del caso Englaro.
Napoli non ha dubbi e proclama di essere al fianco del Quirinale nella contesa
aperta con Palazzo Chigi. Non a caso, per una sera è raggiante il sindaco Rosa Russo Iervolino: "Sono
orgogliosa della mia Napoli,
che è pur sempre la città delle quattro giornate. Vorrei trovare chi ha gridato
quel "viva la Costituzione" per fargli i complimenti". Qualche imbarazzo invece
fra i membri del governo, il ministro Sandro Bondi e il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio Gianni
Letta, che siede nel palco con Napolitano e con il cardinale Crescenzio Sepe,
vescovo della città. A Letta chiedono poi durante l'intervallo se abbia provato
emozione per l'accaduto. Risposta: "Emozionato sì, ma per il teatro".
Un clima patriottico intorno al presidente, di cui Napolitano aveva già avuto
sentore. Un gruppo di signore che all'ingresso gli urla "Napoli ha bisogno di
te", altre alle quali lui stringe calorosamente le mani. Fuori dal teatro una
cinquantina di radicali e aderenti all'associazione Luca Coscioni, con
striscioni e bandiere che recavano slogan come "Fiero di essere Napolitano", "Beppino
siamo con te", "La Costituzione non si tocca".
Era già successo in mattinata, con un gruppo di docenti universitari a gridare
"viva la Costituzione" non appena Napolitano era uscito, insieme a Bondi dalla
pre-visita al teatro, dove il commissario Salvatore Nastasi gli aveva esposto i
lavori di restauro. "Siamo un gruppo di colleghi docenti universitari, ci siamo
ritrovati qui, è venuto spontaneo", spiega uno di loro, Guglielmo Tamburrini.
Del gruppo fa parte anche Eliana Minicozzi, a suo tempo referente napoletana dei
"girotondi". Ha qualcosa da mandare a dire a Berlusconi: "Incredibile la sua
dichiarazione su Eluana che potrebbe avere un figlio. É rivelatrice della
concezione che il premier ha delle donne, sottoponibili a stupro anche in
condizioni di incoscienza".
Come se non bastasse, nel pomeriggio Napolitano aveva avuto altri attestati
visitando l'istituto Pascale, un centro dedicato alla cura dei tumori. La
speaker dell'evento, la giornalista Serena Albano, l'aveva omaggiato con
un "presidente, oggi più di ieri lei è molto amato". Dichiarazione alla quale
l'intera sala dell'ospedale, politici, magistrati, altre autorità, ma
soprattutto tantissimi medici, era subito scattata in piedi: una ovazione durata
qualche minuto, con l'intensità che aumentava man mano che i presenti si
rendevano conto anche del senso di quanto accadeva, una vera e propria scelta di
campo nel conflitto fra il Quirinale e Palazzo Chigi.
E qui, dove il tema della sofferenza e della morte ovviamente richiamava il caso
Eluana, Napolitano aveva risposto a Berlusconi: "Il sentimento di vicinanza e di
partecipazione nei confronti delle persone che lottano contro la malattia, e
anche per le persone che giungono alle soglie estreme della vita, è forte in
ciascuno di noi e non è monopolio di nessuno". Immediato l'applauso, di nuovo.
Ma quando il battimani si è placato Napolitano aveva ancora qualcosa da
aggiungere: "Anche quando si debbono prendere delle decisioni delicate,
nell'esercizio delle proprie funzioni, io conto sulla comprensione dei cittadini
e di quanti sono qui". Un modo per dire, da una parte che il premier non è
l'esclusivo "interprete" della solidarietà verso Eluana, e dall'altra che il no
alla firma del decreto di venerdì scorso è nel solco della Costituzione.
Applausi al San Carlo bissati anche alla fine e intonato l'Inno d'Italia. All
maestro Muti quel grido "Viva la Costituzione" è piaciuto: "Andare contro la
Costituzione è una cosa molto, molto grave, quindi è stato un bel grido".
(Repubblica del
8 febbraio 2009)